mercoledì 25 marzo 2009

DAL SEI POLITICO AL DIECI IPOCRITA

Da quando mio figlio ha ottenuto quest'anno il primo incarico come docente di un corso di formazione in una scuola secondaria, non si fa altro che parlare dello stato di degrado in cui è piombata quest'ultima, di come è potuto accadere tutto ciò e delle remote possibilità che si possa in breve tempo uscire da questa demotivante situazione.

A mio parere,una delle più importanti concause di questo degrado ha origine in una errata interpretazione di alcune innovazioni introdotte dal sessantotto in poi:
il rivendicato diritto all'istruzione per tutti, insieme al beneficio della consistente diminuzione dell'analfabetismo, ha portato in realtà ad un abbassamento generale del livello qualitativo della scuola,cosiddetta di massa, in cui alla meritocrazia si è sostituito il concetto di " successo formativo" da raggiungere in ogni caso da parte di tutti gli " utenti" o , per meglio dire, i "clienti".

Si perchè il concetto di scuola è stato nel frattempo contaminato da quello di "Azienda", dal pregiudizio che fosse inutile tutto ciò che non è " produttivo".

Ma gli alunni, gli esseri umani, non possono essere considerati alla stregua di barattoli di pelati; il concetto di produttività è estraneo ad un'istituzione che ha delle caratteristiche peculiari quale è la scuola, luogo essenziade della formazione, della educazione e palestra di cultura.

Ed infatti adesso di " scuola azienda" mi pare non si parli più perchè la moda del momento è il concetto che bisogna offrire non più "prodotti", ma " servizi".

Ed ecco che con questo nuovo concetto di scuola, i discenti non sono più soggetti da educare ed istruire, ma "clienti", da accontentare, da accattivare, da accalappiare al fine di garantire ad ogni scuola il numero adeguato di presenze per evitare che questa venga " accorpata" o " soppressa":

E' la logica del mercato che ancora una volta si è inserita a contaminare un campo che dovrebbe restare avulso da ogni tipo di logica che non sia quella dell'apprendimento e dell'acquisizione del piacere della conoscenza.

Non vorrei dilungarmi ,ma adesso mi torna in mente il caso di un preside di Perugia, mi pare , che, di fronte al dilagare delle insufficienze, temendo che fossero una strategia messa in atto dai docenti per assicurarsi il remunerativo accesso ai corsi di recupero, introdusse nella sua scuola il sei politico, costringendo i docenti ad elevare tutti i voti fino al famoso dieci, che ai miei tempi era proprio un miraggio assolutamente irraggiungibile.

2 commenti:

Toyo Perplesso ha detto...

Ecco, hai detto bene:
"una errata interpretazione di alcune innovazioni introdotte dal sessantotto in poi".
Mi sembra sia in atto una campagna contro il 68, mentre dovrebbe essercene semplicemente una sulle interpretazioni delle conquiste ottenute.
In particolare concordo con la tua breve analisi sull'abbassamento di livello.
Ciao!

Anna Maria Rossi ha detto...

ciao. volevo solo salutarti e mi riesce più facile così (anche perchè è mezzodì e devo fare veloce). ti rispondo alla domanda: tante volte si fanno cose perchè te le chiedono, per amore o perchè ti senti in colpa per qualcosa e vuoi rimediare senza confessare apertamente, perchè vuoi uscire dal solito ma proprio uscire tagliando anche solo per poche ore qualsiasi cordone ombelicale, o molto più semplicemente perchè tutti abbiamo un fondo di pazzia da giustificare in qualche modo. un abbraccio