giovedì 2 aprile 2009

E' PROPRIO QUI'

Sembrava non volesse più arrivare. Abbiamo invano cercato i suoi segni scrutando nel cielo triangoli d'azzurro striati dal nero delle rondini, scuotendo i rami ancora rinsecchiti per scoprirvi un fremito vitale.

Invano ho atteso dalla vite americana un segno di attecchimento. E invece ci siamo. E' solo questione di ore : il grande risveglio è nell'aria.

Ho intravisto nel ciliegio qualche petalo bianco e già lo vedo, da quì a due giorni, ammantarsi di neve.

La mia campagna si sta preparando per la grande esplosione e il pesco ne anticipa i segni.

mercoledì 1 aprile 2009

MENS SANA IN CORPORE SANO

Mi hanno sempre incuriosito i proverbi, sia per cercarne l'origine, sia per riscontrare l'attualità o meno del loro significato.

In realtà penso che i proverbi racchiudano delle verità " intuite" e desunte dall'esperienza diretta che, in alcuni casi, non sono meno vere di altre verità dimostrate scientificamente.

Nel caso del proverbio latino su citato, è innegabile la stretta correlazione tra fisicità e psichicità come dimostrano le varie malattie psicosomatiche che sempre più frequentemente vengono identificate.

Tuttavia, documentandomi, ho scoperto che in origine il significato di questo detto era diverso dall'accezione che comunemente vi si dà oggi:

La frase è tratta da un brano di Giovenale, poeta latino autore di satire, che in quello scritto sosteneva che l'uomo dovrebbe aspirare a due beni soltanto: la salute del corpo e l'integrità dell'anima, di contro alla vanità di tutti gli altri beni che l'uomo desidera principalmente ( ricchezza, onori, fama....).

UNA GITA FUORI PORTA


In primavera è pittosto piacevole effettuare brevi escursioni nei dintorni, specialmente in posti in cui, al contatto irrinunciabile con la natura si aggiunge la possibilità di apprendere qualcosa di nuovo o di rispolverare antiche conoscenze.

E' il caso della Villa Romana del Casale, appartenuta probabilmente all'imperatore romano Massimiano nel terzo secolo dopo Cristo.

La conosco ormai da decenni ,ma per me è sempre una bella esperienza immaginare di immergermi in quelle piscine di acqua riscaldata con sofisticati ( per quell'epoca) sistemi idraulici;

immaginare la sontuosità di quegli ambienti che erano destinati non solo all'imperatore e alla sua corte, ma anche all'insieme degli ospiti che lo accompagnavano durante il soggiorno estivo in quella spettacolare tenuta.

Oggi non restano che le fondamenta e poche rovine, ma i mosaici del pavimento si possono ammirare in tutta la loro bellezza evocatrice di mille suggestioni.

Uscendo dalla villa si percorre un bel tratto di strada nel verde della valle Armerina e ci si sente immersi nella natura.

VINCERE LA TIMIDEZZA IN QUATTRO MOSSE

La timidezza è da alcuni considerata un pregio per le caratteristiche di riservatezza e di modestia che conferisce alla persona che ne è affetta, ma vi assicuro che, per chi ne è colpito,essa rappresenta una vera sofferenza e una limitazione delle proprie potenzialità.

Io sono stata considerata una inguaribile timida fin dai tempi in cui frequentavo la scuola. Questa mia caratteristica ,tuttavia, non mi ha impedito di raggiungere dei livelli di apprendimento abbastanza soddisfacenti, nè di lavorare proficuamente.

La timidezza allora era per me una specie di salvagente, una giustificazione al fatto di non mettere in atto determinati comportamenti.Ecco perchè non me ne curavo più di tanto.

Con l'andar del tempo, però, mi sono accorta di quante opportunità avevo perso a causa della mia timidezza e così decisi di togliermela di dosso, almeno un po',
ma devo dire che molti tentativi che ho intrapreso sono stati vani.

Da alcuni mesi sto adottando una nuova strategia che prevede un superamento graduale delle situazioni più imbarazzanti, e vi assicuro che funziona.

Il procedimento è il seguente:

1- Salutare qualcuno per strada che non si conosce, senza curarsi delle sue reazioni.Ci si accorgerà che in genere sono positive.

2- Chiedere informazioni a un passante sconosciuto, anche se non se na ha bisogno, fino a quando la cosa vi sembrerà del tutto naturale.

3- Camminare per strada convinti che nessuno vi sta osservando ( la gente ha altro per la testa piuttosto che osservare voi).

4- Parlare in pubblico convinti che in ogni caso, qualunque cosa diciate, ci sarà sempre qualcuno che non è d'accordo con voi e qualcuno che, al contrario , lo è.

Queste sono le prime quattro mosse per iniziare a sconfiggere la timidezza; le altre verranno aggiunte gradualmente non appena ci si accorge che gli ostacoli precedenti sono stati superati, sempre però, con molta gradualità.

domenica 29 marzo 2009

ORA CAPISCO!

Comincio a capire quali sono le intenzioni del ministro.Clicca sul titolo

CHE FINE HANNO FATTO LE CLASSI APERTE?

Adesso che sono libera dagli impegni scolastici, mi viene da pensare a come sono stati gli inizi della mia carriera.

Ricordo che, per entrare nel ruolo della scuola elementare ho dovuto sostenere ben tre concorsi. In ultimo un corso quadrimestrale di ben centottanta ore!

Mi ero riempita la testa di tante belle idee sulla scuola, sull'educazione e la formazione dei ragazzi che dovevano essere guidati al pieno sviluppo della loro personalità.

Ho studiato le opinioni di insigni pedagogisti e psicologi quali Bruner, Dewey, Piaget,e molti altri ed ho letto anche il bellissimo libro di don Milani " Lettera ad una professoressa". Ho sperimentato lavori di gruppo,ho imparato a verbalizzare sondaggi e tutte le moderne tecniche e metodologie didattiche.

Ho creduto nella bontà del metodo delle cassi aperte.

Ma quando ho messo piede in una scuola vera, ho trovato soltanto porte chiuse.

In seguito ho sostenuto la sperimentazione dei moduli di tre insegnanti su due classi.

Anche se all'inizio è stato duro per alcuni confrontarsi, alla fine credo che questa sia stata l'esperienza più positiva della mia carriera.

Il passaggio alla scuola superiore, poi, è stato un vero trauma: mi son trovata di colpo riportata indietro di non so quanti anni. Ho dovuto abbandonare la filosofia del "promuovere" ; mi son trovata di fronte a tante contraddizioni e all'idea che tutto quello che avevo studiato non servisse a niente.

Adesso mi chiedo: che fine hanno fatto i pedagogisti?

Perchè è così difficile operare a classi aperte e per gruppi di livello? Perchè non esiste la programmazione interdisciplinare?

E i progetti, perchè sono destinati solo a pochi "eletti" e non alla totalità degli alunni?

IL SESSANTOTTO

IL SESSANTOTTO

Li vissi di riflesso
Sulla mia pelle,
gli anni in cui tutto
cambiò
all’improvviso.

La guerra dei figli
Contro i padri
Non mi toccò che di sbieco.

Vivevo allora in una
Campana di vetro,
protetta e prigioniera.
La riforma della scuola
Venne dopo di me.
I fiori nei cannoni
Io non li misi.
Perché non potei vivere quegli anni
Combattendo!

Scrissi questa poesia alcuni anni fa, ma quando la rileggo mi sembra molto attuale.

Oggi le considerazioni su quel determinante periodo storico sono molto controverse, ma comunque è innegabile la ventata di novità e di liberazione che esso portò.
Certo, come tutti gli eventi, fu spesso strumentalizzato e gli hanno nuociuto gli estremismi, il terrorismo.

Ma , ripensando a quegli anni, non posso fare a meno di sentirmi riempire di nostalgia.