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domenica 7 febbraio 2010

SBAGLIANDO S'IMPARA. OPPURE NO?

Ho letto tempo fa un bell'articolo di Piero Angela che mi ha fatto molto riflettere e di cui pubblico uno stralcio, convinta che come le spiega lui certe cose non sarei capace di farlo io.

Come dice il proverbio: sbagliando s'impara. Ed è vero. Lungo tutta la nostra vita accumuliamo esperienze attraverso i nostri errori.


Ma in certi casi l'apprendimento per esperienza non serve, anzi, è catastrofico. Se, per esempio, si scala l'Everest senza conoscerne i pericoli, non c'è più tempo per trarre insegnamento dagli errori. Si muore prima, per freddo, fame, intemperie e mancanza di ossigeno. Ciò vale per molte cose, in particolare per le scelte che riguardano il nostro avvenire. Se si va verso il futuro senza conoscerne i problemi, l'apprendimento per errori non serve più. È troppo tardi. Ma una delle capacità del nostro cervello è quella di fare ipotesi, congetture, progetti, simulazioni che gli consentano di immaginare situazioni future, di intuirne le conseguenze e quindi di evitare i pericoli e ridurre i rischi, prendendo oggi le decisioni necessarie. Questa capacità è frutto non solo di un cervello complesso, ma di un allenamento mentale che deve cominciare dall'infanzia, attraverso l'esperienza del gioco, e continuare poi con una varietà di stimoli creativi. È un tipico meccanismo umano, che da sempre è alla base dell'immaginazione e delle invenzioni. Invenzioni di macchine, di idee, di strategie, di progetti. Per risolvere problemi non ancora reali, ma immaginati tempestivamente.

Attraverso l'immaginazione l'uomo è riuscito a realizzare grandi imprese. La conquista della Luna, per esempio, è avvenuta grazie a una serie di simulazioni mentali. Sulla Luna non c'era mai stato nessuno prima: e non si poteva certamente usare l'apprendimento per errore. Per fare arrivare fin lassù degli astronauti e riportarli a casa sani e salvi, è stato necessario simulare mentalmente (e risolvere) i problemi prima ancora che si ponessero: problemi collegati alle leggi di gravità, alle temperature, alle comunicazioni, al carburante, agli strumenti di navigazione, ai veicoli. In altre parole, si è imparato a fare una cosa del tutto nuova, cioè andare sulla Luna senza mai esserci andati. È stato un apprendimento immaginato. Un "apprendimento innovativo", che ha consentito di operare nel modo giusto.

 Anche per andare verso il futuro è ormai necessario affrontare il viaggio allo stesso modo. Sarebbe infatti catastrofico imparare dagli errori. Dobbiamo riuscire a simulare mentalmente i problemi prima ancora che si pongano. Breve e lungo termine Ma, ammesso che lo si voglia, sarebbe davvero possibile prevedere il futuro? Il problema purtroppo è che troppi elementi si intrecciano e rendono la previsione assai difficile. È come in una partita a scacchi: ogni volta che si sposta un pezzo si modifica tutta la situazione sulla scacchiera. Perché tutti i pezzi si influenzano a vicenda. E a ogni mossa la situazione cambia. È quindi difficile prevedere esattamente come si presenterà la scacchiera fra 10 o 15 mosse. Quello che però si può facilmente prevedere è che se un giocatore gioca male, comprometterà senz'altro l'esito futuro della partita. Uno degli errori tipici, per esempio, di un cattivo giocatore, è quello di mangiare subito certi pezzi che sembrano vantaggiosi, senza pensare alle conseguenze future. Giocando a breve termine, in realtà, si compromette il lungo termine, e si finisce per perdere.

Analogamente, nelle nostre società noi tendiamo a mangiare subito certi pezzi che ci danno vantaggi immediati, senza pensare alle conseguenze lontane. Le nostre scelte non sono lungimiranti, ma "brevimiranti". Stiamo così preparando la crisi di domani. Allo stesso modo in cui ieri abbiamo preparato le crisi che conosciamo oggi.

lunedì 3 agosto 2009

AFORISMA N. 2

"IL CIELO STELLATO SOPRA DI ME, LA LEGGE MORALE DENTRO DI ME"

Emanuel Kant: il primo anarchico della Storia?


lunedì 6 luglio 2009

AFORISMA N. 1

"Abbiamo bisogno della libertà per impedire che lo Stato abusi del suo potere e abbiamo bisogno dello Stato per impedire l'abuso della libertà. "

Karl Popper, La lezione di questo secolo, Venezia 1992

CLICCA SUL TITOLO PER VISUALIZZARE IL LINK


giovedì 23 aprile 2009

ANCHE L'OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE


L'Italia dev'essere ben rappresentata alle Europee: largo quindi alle donne, soprattutto a quelle di bella presenza ( se poi non sanno nemmeno qual è la sede del parlamento europeo, poco importa, ci penserà Brunetta ad istruirle).
Clicca sul titolo per leggere l'articolo correlato .

mercoledì 1 aprile 2009

MENS SANA IN CORPORE SANO

Mi hanno sempre incuriosito i proverbi, sia per cercarne l'origine, sia per riscontrare l'attualità o meno del loro significato.

In realtà penso che i proverbi racchiudano delle verità " intuite" e desunte dall'esperienza diretta che, in alcuni casi, non sono meno vere di altre verità dimostrate scientificamente.

Nel caso del proverbio latino su citato, è innegabile la stretta correlazione tra fisicità e psichicità come dimostrano le varie malattie psicosomatiche che sempre più frequentemente vengono identificate.

Tuttavia, documentandomi, ho scoperto che in origine il significato di questo detto era diverso dall'accezione che comunemente vi si dà oggi:

La frase è tratta da un brano di Giovenale, poeta latino autore di satire, che in quello scritto sosteneva che l'uomo dovrebbe aspirare a due beni soltanto: la salute del corpo e l'integrità dell'anima, di contro alla vanità di tutti gli altri beni che l'uomo desidera principalmente ( ricchezza, onori, fama....).