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lunedì 18 luglio 2011

L'USO DI INTERNET CONTRIBUISCE A SVILUPPARE L'EMPATIA?

Vorrei riproporre questo mio post del 28 maggio 2010 perchè penso che i contenuti di questa recensione siano ancora attuali e perchè un dibattito su questi argomenti credo sia ancora proficuo, specialmente in un periodo come questo di grande crisi, non solo economica, ma epocale, che rappresenta un momento di passaggio tra una vecchia e una nuova era.

venerdì 28 maggio 2010

LA CIVILTA' DELL'EMPATIA

Jeremy Rifkin ha una teoria da far rizzare i capelli in testa. Per farla breve (ma non lo è: il libro che la illustra, La civiltà dell’empatia, è lungo 634 pagine), i modelli di creazione e distribuzione dell’energia e delle risorse sono fallimentari, e più in generale il modello capitalista come lo conosciamo è in crisi irreversibile. Se non cambiamo modello, ci estingueremo come specie: secondo Rifkin, il modello vincente è quello che si basa sull’empatia, la collaborazione fra esseri umani, la condivisione e la creazione di reti globali. Il tutto reso possibile dal modello Internet, che si basa largamente proprio su questi principi.

Secondo Rifkin, i nostri figli sapranno far meglio di noi, perchè il loro cervello lavora in modo diverso dal nostro, così come la nostra mente non è uguale a quella dei signorotti medioevali.

"Stiamo usando idee vecchie, totalmente inappropriate per affrontare il XXI secolo: Gli illuministi come John Locke e Adam Smith pensavano che l'uomo fosse competitivo, materialista, razionale.....Se fossimo davvero così saremmo finiti"
Invece:
"La scienza, la biologia evolutiva e in particolare la scoperta dei neuroni specchio ad opera di un'equipe di ricercatori di Parma, guidati da Giacomo Rizzolati, hanno rivelato che gli esseri umani non nascono con alcuna predisposizione a essere aggressivi, competitivi o egoisti. Tutt'altro, il nostro "software" biologico ci predispone ad essere empatici, a trascendere noi stessi, la nostra individualità, per provare il dolore degli altri e celebrare una comune gioia di vivere".

"Ogni volta che nuovi regimi energetici si incontrano con nuovi modi di comunicare, la civiltà e la coscienza fanno un salto in avanti.

La prima rivoluzione industriale è esplosa quando una nuova generazione è cresciuta con l' alfabetizzazione di massa....

Nel XX secolo, l'invenzione del telefono e poi di radio televisione e cinema s'è incontrata con l'era del petrolio e ha dato vita alla seconda rivoluzione industriale.
A ogni salto della storia, la coscienza si evolve e aumenta l'empatia"

"Nelle culture orali, l'empatia si limita alla famiglia e ai membri del villaggio. Chiunque fuori da esso è il nemico......La rivoluzione industriale crea una nuova finzxione, gli stati nazionali, e così nascono la coscienza ideologica e poi quella psicologica....
L'empatia è il collante sociale che permette a uomini sempre più individualisti di integrarsi in famiglie fittizie più estese".....

Oggi è in corso una terza rivoluzione industriale:

"da un lato c'è la potentissima rivoluzione di internet che, a differenza del sistema fondato su telefono e tv, è estremamente decentralizzata. Questo ha cambiato radicalmente il modo in cui il cervello è wired(collegato), come interagiscono i neuroni.
Dall'altro c'è l'energia distribuita....Carbone e petrolio sono fonti al tramonto.

E' tempo di una nuova rivoluzione industriale fondata su quattro pilastri:

1) Energie rinnovabili.

2)Ogni edificio diventa una piccola centrale energetica.

3) Investimenti nella ricerca sull'idrogeno, per stoccare l'energia così come immagazziniamo i dati sui supporti digitali.

4)Dobbiamo usare la stessa energia che ha creato internet per prendere l'energia prodotta in Italia, Germania o qualsiasi altro paese e inserirla in una rete comune.....

Per una generazione cresciuta a latte e internet sarà assolutamente naturale: ognuno diventa un piccolo imprenditore ma condivide ciò che produce. E' il CAPITALISMO DISTRIBUITO o SOCIALISMO COOPERATIVO.

La vecchia politica fondata sui concetti di destra e sinistra è morta...

La divisione non è più ideologica ma generazionale tra chi pensa in modo centralizzato, patriarcale, dall'alto in basso, e chi pensa in modo distribuito, open source, condiviso...."

E per chi vuole saperne di più sul pensiero di questo moderno economista, si legga il libro....