Il cervello, questo sconosciuto. Eppure esso costituisce la cabina di pilotaggio del nostro corpo!
E' risaputo che noi non sfruttiamo al massimo le potenzialità che esso ci offre, e ciò a causa della scarsa conoscenza che abbiamo di esso.
Per fortuna gli studiosi del settore ci dispensano informazioni sempre più dettagliate sul suo funzionamento, come ha fatto ad esempio John Medina, biologo molecolare dell'università di Washington, che nel suo libro "Il cervello: istruzioni per l'uso", ci insegna che sfruttare al meglio il cervello significa anche sapere come è meglio insegnare e apprendere e che in questo gioca un ruolo centrale l'attenzione.
"Dopo i primi dieci minuti di una lezione o di una presentazione, il cervello stacca la spina" avverte Medina.
"E' una tendenza naturale- continua- ma che si può combattere sapendo che il cervello elabora meglio gli stimoli carichi di contenuto emotivo." E ci spiega anche come e perchè avviene questo, cioè quali zone del cervello vengono attivate e in qual modo.Per un insegnante può essere dunque importante sapere che ogni dieci minuti deve interrompere il suo monologo inserendo per esempio un aneddoto che susciti emozioni come il riso, l'incredulità o la paura.
A questo punto, la cosa migliore da fare sarebbe acquistare il libro e leggerlo. Ma ci possiamo accontentare per ora di alcuni piccoli suggerimenti , per esempio che bisogna il più possibile evitare di fare più cose contemporaneamente, in quanto si perde più del doppio del tempo con maggiore rischio di errore.
Ma ecco sette regolette che noi tutti possiamo facilmente mettere in pratica:
1- L'esercizio fisico potenzia il cervello perchè stimola i neurotrasmettitori e alimenta l'ippocampo, che consolida la memoria.
2-Un sonnellino di 25 minuti migliora del 34% le performance del cervello.
3-Un senso di controllo sul mondo esterno aiuta il cervello ( ad esempio: la stabilità emozionale della famiglia è il miglior predittore di successo scolastico dei bambini).
4-Più un dato è visivo, più verrà ricordato ( se un'informazione orale è percepita da sola, dopo 72 ore ne rimane soltanto il 10%, se è associata a una figura, ne ricordiamo il 65%).
5-Se si coinvolgono i sensi, si ricorda di più ( vengono privilegiate le esperienze multisensoriali)
6-I cervelli non maturano tutti in tempi uguali ( se un bambiono a sei anni non sa ancora leggere, non è detto che abbia un deficit cognitivo).
Per concludere, meglio leggere il libro.
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mercoledì 24 marzo 2010
venerdì 3 aprile 2009
PER NON MORIRE
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi e’ infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicita’.
(Pablo Neruda)
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi e’ infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicita’.
(Pablo Neruda)
mercoledì 1 aprile 2009
MENS SANA IN CORPORE SANO
Mi hanno sempre incuriosito i proverbi, sia per cercarne l'origine, sia per riscontrare l'attualità o meno del loro significato.
In realtà penso che i proverbi racchiudano delle verità " intuite" e desunte dall'esperienza diretta che, in alcuni casi, non sono meno vere di altre verità dimostrate scientificamente.
Nel caso del proverbio latino su citato, è innegabile la stretta correlazione tra fisicità e psichicità come dimostrano le varie malattie psicosomatiche che sempre più frequentemente vengono identificate.
Tuttavia, documentandomi, ho scoperto che in origine il significato di questo detto era diverso dall'accezione che comunemente vi si dà oggi:
La frase è tratta da un brano di Giovenale, poeta latino autore di satire, che in quello scritto sosteneva che l'uomo dovrebbe aspirare a due beni soltanto: la salute del corpo e l'integrità dell'anima, di contro alla vanità di tutti gli altri beni che l'uomo desidera principalmente ( ricchezza, onori, fama....).
In realtà penso che i proverbi racchiudano delle verità " intuite" e desunte dall'esperienza diretta che, in alcuni casi, non sono meno vere di altre verità dimostrate scientificamente.
Nel caso del proverbio latino su citato, è innegabile la stretta correlazione tra fisicità e psichicità come dimostrano le varie malattie psicosomatiche che sempre più frequentemente vengono identificate.
Tuttavia, documentandomi, ho scoperto che in origine il significato di questo detto era diverso dall'accezione che comunemente vi si dà oggi:
La frase è tratta da un brano di Giovenale, poeta latino autore di satire, che in quello scritto sosteneva che l'uomo dovrebbe aspirare a due beni soltanto: la salute del corpo e l'integrità dell'anima, di contro alla vanità di tutti gli altri beni che l'uomo desidera principalmente ( ricchezza, onori, fama....).
domenica 15 marzo 2009
LA DIETA ZONA
E' quasi primavera e già viene voglia di scrollarsi di dosso la pigrizia invernale con tutto quello che ha comportato:sedentarietà chili di troppo, brufoli,pigrizia mentale.
Ieri, dal parrucchiere, scorrendo un giornale, ho scoperto un nuovo tipo di dieta più razionale e facile da seguire che, oltre a consentirti di perdere peso, ti garantisce il raggiungimento della piena forma fisica e mentale,riducendo lo stress e migliorando l'umore e le prestazioni lavorative.
Si tratta della dieta zona, messa a punto da uno specialista americano biochimico, endocrinologo e oncologo.
Quì non si tratta di calcolare calorie o di eliminare qualche alimento, ma di mangiare ad ogni pasto tutti e tre i nutrienti ( carboidrati, proteine, grassi ) rispettando le proporzioni che sono, mi pare, il 40% per i primi, il 30% per i secondi, il 20% per gli ultimi, più le fibre.
Si ottiene in tal modo l'equilibrio ormonale che impedisce i picchi di insulina che, a quanto pare, è la causa della trasformazione dei glucidi in lipidi e del conseguente aumento della fame.
Bella scoperta. In fondo credo che questi siano i principi della dieta mediterranea.
Ieri, dal parrucchiere, scorrendo un giornale, ho scoperto un nuovo tipo di dieta più razionale e facile da seguire che, oltre a consentirti di perdere peso, ti garantisce il raggiungimento della piena forma fisica e mentale,riducendo lo stress e migliorando l'umore e le prestazioni lavorative.
Si tratta della dieta zona, messa a punto da uno specialista americano biochimico, endocrinologo e oncologo.
Quì non si tratta di calcolare calorie o di eliminare qualche alimento, ma di mangiare ad ogni pasto tutti e tre i nutrienti ( carboidrati, proteine, grassi ) rispettando le proporzioni che sono, mi pare, il 40% per i primi, il 30% per i secondi, il 20% per gli ultimi, più le fibre.
Si ottiene in tal modo l'equilibrio ormonale che impedisce i picchi di insulina che, a quanto pare, è la causa della trasformazione dei glucidi in lipidi e del conseguente aumento della fame.
Bella scoperta. In fondo credo che questi siano i principi della dieta mediterranea.
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