mercoledì 13 ottobre 2021

VORREI CONTINUARE A SCRIVERE SU QUESTO BLOG MA CHI MI LEGGE?

 Da quando uso il telefono non scrivo spesso su blog ma mi è venuta nostalgia dei bei dialoghi del passato.

So che usare questo mezzo è più farraginoso rispetto a fb ma, ultimamente non mi soddisfa più : c'è troppa pubblicità e post di basso profilo.

Dove sono i miei vecchi amici.

Mi risulta che non scrivono da anni.

Vorrei dirvi che se c'è qualcuno che mi legge possa lasciare traccia delss suo passaggio in modo che mi torni la voglia di parlare di argomenti più interessanti e così interagire come ai vecchi tempi quando anch'io lasciavo commenti sui vostri blog.

Adesso vedo se riesco a inserire qualcuno di voi nel mio blog roll per potervi leggere e interagire.

Buona giornata a tutti 

venerdì 8 ottobre 2021

Brevi riflessioni sul sistema blog

 In questi giorni di inattività, sto rileggendo alcuni miei post di 10 anni fa e noto delle enormi differenze : prima non c'erano i social e per comunicare si usava il blog. Ma non tutti ce la facevano perché erano pochi quelli con competenze informatiche.

Di conseguenza si veniva letti e si scambiavano interessanti opinioni.

Oggi invece la telecomunicazioni sono inflazionate e nessuno ti legge più. 

lunedì 16 agosto 2021

RESURREZIONE

 

Bruciano, gli alberi,

Lanciando al cielo

Un ultimo anelito

Di pietà.

E mentre un contadino incauto

Fugge,

Portando con sé il peso

Della sua colpa,

La natura freme, implora.


Ormai non è rimasta che una misera

Distesa di cenere

E, dove prima giocavano i fanciulli gioiosi,

Godendo della frescura

E delle tenere gocce di rugiada,

Un cane randagio

Vaga

Contemplando incredulo

L'infausto esito

Della distruzione umana.


Or piove e, nella landa desolata,

Tu scorgi stupito

Un tenero germoglio.

La Natura non si arrende :

E' la vita che, prepotentemente

Ricomincia la sua battaglia

Gloriosa.

(2014)

martedì 3 agosto 2021

Chi si ricorda di " Per voi giovani"?

 Nei ruggenti anni 70, ogni sera, dalle 18 alle 18:30, ascoltavo alla radio un programma di Renzo Arbore dedicato ai giovani. Non ne perdevo una puntata perché mi aggiornava sulle canzoni straniere, inglesi e americane che andavano di moda a quei tempi. Così ho conosciuto Areeta Franklin, Bob Dilan, Joan Baez ecc.

Trascorrevo mezz'ora di ballo davanti allo specchio che mi serviva per ricaricarmi dopo una giornata di lavoro e di studio.

Imparai anche qualche parola di inglese, ma a quei tempi non c'era internet con i testi completi delle canzoni e le loro traduzioni.

Quelle musiche mi sono rimaste nel cuore anche se ora ascolto solo musica italiana, possibilmente di qualche anno fa. 

mercoledì 14 luglio 2021

Che ci fanno in Svezia col mio blog?

 Ho avuto oggi la curiosità di guardare la geolocalizzazione del mio blog.

1723 visualizzazioni nell'ultima settimana e quasi tutte provenienti dalla Svezia.

Ma che ci fanno in Svezia col mio blog? 

lunedì 28 giugno 2021

AVERE UN ROBOT IN CASA

 Penso alle persone sole, invalide o a quelle che semplicemente vorrebbero essere sollevate dai lavori domestici e avere un po' di compagnia.

No, non lo vorrei un robot in casa!
Preferirei millevolte vivere nel disordine e nell'apatia più totale, ma, ad una macchina dalle sembianze umane, preferirei di gran lunga una compagnia in carne ed ossa.
Io penso che, per quanto gli scieziati si scervellino e cerchino di imitare la natura umana, c'è in essa sempre qualcosa di misterioso, quasi divino, direi, che non si può imitare.

sabato 19 giugno 2021

LA PESTE E IL CORONAVIRUS

Propongo un testo che ho scritto l'anno scorso. 

Prendendo spunto dall'invito di Corrado Augias di andarsi a rileggere il capitolo sulla peste dei Promessi Sposi, l'ho fatto, e vi ho trovato molte somiglianze con la situazione attuale, ma anche molte differenze dovute all'evoluzione dei tempi e al progresso della scienza. 

Ma devo constatare che l'atteggiamento mentale della maggior parte di noi di fronte a un nemico sconosciuto che irrompe improvvisamente a sconvolgere le nostre vite, non è mutato. 

Manzoni descrive bene la diffidenza iniziale nonché l'incredulità che ci fa inizialmente sottovalutare il problema dicendo che si tratta di una semplice influenza e che i media esagerano, volendo in realtà nascondere chissà quale piano segreto, quale complotto internazionale ai nostri danni.

Non appena, nel capitolo citato, si diffonde la certezza che trattasi di un'epidemia, subito si va alla ricerca della "causa" che ha scatenato il contagio, che viene individuata nei Lanzichenecchi che, guarda caso, venivano dalla Germania. Ognuno va a caccia dell'untore e si diffonde la diffidenza tra le persone. 

Il medico Ludovico Settala, che per i lunghi anni della sua vita era stato grandemente stimato per la sua attività e i suoi meriti, viene addirittura aggredito per aver detto la "verità" e cioè che, per evitare il contagio, bisogna stare isolati. 

Il governatore ritarda a promulgare la "grida", essendo in tutt'altre faccende affacendato e prendendo sottogamba la situazione. L'unico che si adopera per cercare di limitare il contagio è, come al solito, il cardinale Federico che raccomanda ai parroci di diffondere le norme per prevenire il contagio. 

L'angoscia serpeggia tra la popolazione e intanto la peste invade, guarda un po', Milano. 

La differenza tra angoscia e paura l'ha ben descritta qualche giorno fa, tra gli altri, Massimo Recalcati, ma anche Umberto Galimberti. 

Per limitare l'aggressività che l'angoscia produceva nella gente, il medico Settala si vide costretto a denunciare come "strega", e quindi untrice, una povera servetta la quale fu messa al rogo e così il capro espiatorio fu bell'e trovato. 

Ma l'epidemia durò ancora a lungo e si dovettero inventare altre "prove" visibili che trasformassero l'angoscia in paura (più controllabile), e così si unse un muro di un unguento giallo che venne prontamente bruciato per dare un po' di sollievo alla paura delle persone. 

Vi risparmio la descrizione del lazzaretto che mi viene da paragonare, anche se impropriamente, ai nostri ospedali e i cappuccini che vi operavano, con grande pazienza e spirito di abnegazione, ai nostri eroici medici e infermieri. 

L'insegnamento che possiamo trarre da questa rilettura è che la situazione si protrarrà ancora a lungo, anche se le nostre condizioni di isolamento sociale sono di gran lunga migliori di quelle del 1630: abbiamo internet, i telefoni, che ci permettono di comunicare con i nostri simili. Dobbiamo cercare di non alimentare sentimenti di sospetto e ostilità verso chi è costretto a uscire per motivi di necessità e di rispettare le norme per fare in modo che questa situazione duri il meno possibile, sperando che "dopo" saremo tutti migliori.