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lunedì 4 ottobre 2010

E' UNO SPETTACOLO IL TG DI EMILIO FEDE

In questi giorni in cui, per un guasto all'antenna, riesco a vedere solo rete quattro, mi diletto qualche pomeriggio a seguire il tg di Emilio Fede, facendomi anche qualche risata.

Se si ha voglia di immaginarsi un' Italia dove tutto va bene, le notizie positive sono di gran lunga superiori a quelle negative, dove si ha l'impressione di avere un governo stabile, con una maggioranza solida, destinato a governare tranquillamente per i prossimi tre o vent'anni, dove i problemi si esauriscono a qualche raro incidente sul lavoro o qualche alluvione che spazza via qualche macchina, qualche ragazza misteriosamente sparita con le indagini descritte minuziosamente come in un avvincente giallo, il tutto compensato da abbondanti notizie di gossip, basta collegarsi il pomeriggio su rete quattro.

La cosa più divertente sono le interviste all' "uomo della strada", in genere avvenenti ragazze o donne mature con gli anni portati benissimo, scelte puramente "casuali", in cui, guarda un po', tutti parlano bene di questo governo e si auspicano che duri il più a lungo possibile.

Quasi quasi non faccio più riparare l'antenna.....

giovedì 25 febbraio 2010

SOLILOQUIO

Vediamo se riesco ancora a mettere insieme quattro parole, dato che è ormai da tempo che non scrivo su questo blog.
Il fatto è che, da un po' di giorni, lo uso quasi esclusivamente per leggere, dato che non riesco più a passare quella mezzoretta al giorno con il quotidiano in mano, nè a seguire con qualche interesse i soliti teatrini dei talk show  televisivi, data la nausea provocata dalla marea di notizie e notizuole buttate giù o dette solo per attirare lettori o spettatori.
A proposito, un po' di Porta a Porta l'ho visto l'altra sera, giusto per assistere ad una mano della partita di scherma tra Vespa e Santoro.
Non mi diverto più: ormai tutto mi sembra ridotto a pura competizione: ogni parola è un'arma per duellare con l'avversario di turno. E il motivo di tutto ciò lo vedo nella effettiva assenza di reali argomenti di discussione: ormai si parla o si scrive solo per riempire un vuoto, sonoro o di pagine bianche, ma ciò che viene detto non approda ad alcun risultato e non persegue alcun fine che la propria autoreferenzialità e allora ho cercato di dedicarmi ad altro: uscire di più, incontrare gente "vera", dedicarmi a qualche lavoro manuale, stare un po' di più a contatto con la natura.
Ho anche tenuto spento il computer per interi giorni, ma mi sono resa conto che ormai questo strumento tecnologico è entrato a far parte della nostra quotidianità, come il telefono: non se ne può più fare a meno.
Penso che non sarei più capace di scrivere a penna ( non so nemmeno se la mia calligrafia è ancora quella di qualche anno fa o è cambiata anch'essa, come del resto cambia la personalità , quando nel tempo si accumulano esperienze diverse.
Penso anche che dovrei cambiare il titolo di questo blog, perchè mi sa che non mi troverò mai.

domenica 7 giugno 2009

A proposito di....velinismo, ecc.

Ricordo che una volta, alcuni anni fa, lasciai un tema ai miei alunni dell' istituto professionale, in cui si chiedeva di parlare sulla televisione.



Ricordo che tutti ne parlarono bene e si impegnarono nelle più varie divagazioni che l'argomento consentiva, convinti di avere a che fare con uno di quei compiti "salva-media".



Uno di questi ragazzi, il più spregiudicato, anticonformista, che si atteggiava a contestatore degli insegnanti, oltretutto più volte ripetente, mi scrisse un tema che voleva essere secondo lui provocatorio nei miei confronti, in cui dileggiava la tv odierna citando programmi tipo Grande Fratello e altre simili oscenità e concludendo alla fine con questa frase che mi è rimasta impressa in modo indelebile: "Se potrei (ndr) brucerei la televisione perchè fa schifo".



Grande fu la sua sorpresa quando si vide recapitare un bel sei, uno dei voti più alti di quel giorno ( più alto addirittura di quello della prima della classe, che meritò cinque).



"Lei non sa valutare, mi disse incredulo, ho fatto un tema da schifo e mi ha dato un voto più alto di colei che abitualmente si attesta sul sette ".

Bene, questo è un esempio di come a volte siamo convinti di essere quello che non siamo solo perchè così ci hanno sempre fatto credere di essere gli altri.