Mi chiedo se sia possibile un'ideologia laica, perchè, sgombrando il campo dai vari significati che la parola ha assunto nell'epoca corrente, come recita Wikipedia:"il termine laico nell'accezione moderna ha significato di "aconfessionale", ossia di slegato da qualsiasi autorità ecclesiastica e da qualsiasi confessione religiosa." Siamo d'accordo, ma nella sua accezione originale, il termine viene usato nel contesto di professioni specializzate per riferirsi a chi non pratica la stessa professione. Laico è, ad esempio. un membro del Consiglio Superiore della Magistratura che non appartiene all'ordine dei magistrati
Negli ultimi anni il termine laico viene invece utilizzato in maniera impropria per indicare un generico agnostico o ateo. Tale uso è semanticamente scorretto, in quanto laico ha significato di svincolo dall'autorità ecclesiastica, ma non inficia la professione di una particolare confessione religiosa: per cui si possono distinguere laici credenti da laici non credenti.
L'abuso del termine in sede politica, in funzione di sinonimo perfettamente sovrapponibile ad anticlericale o ateo, ha generato l'utilizzo del termine spregiativo laicista, con un significato simile e opposto all'uso del termine spregiativo clericale, per indicare persone che si autodefiniscono "laiche" e si comportano come anticlericali. L'uso del termine è errato poiché si tratta di una estensione di un termine, laico, che già rappresenta l'estensione del termine λαός, laós - popolo.
Nel linguaggio politico il laico è chi propende per una netta separazione della vita delle istituzioni dall'influenza delle confessioni religiose, ossia per indicare chi si ispira ai valori della laicità. Per estensione laico è anche chi desidera una minore influenza delle confessioni religiose nella società.
Laico è anche una persona priva di pregiudizi. Ragionare laicamente è un espressione usata per indicare un ragionamento che non parte da presupposti aprioristici e non sfocia in prese di posizione immodificabili.
Ed ecco quindi che il termine laico risulta in contrapposizione a qualunque ideologia perchè, proprio in quanto "Ragionare laicamente è un espressione usata per indicare un ragionamento che non parte da presupposti aprioristici e non sfocia in prese di posizione immodificabili",ecco che qui già si esclude a priori la possibilità di ragionare secondo presupposti immodificabili, cioè ideologici.
Un'ideologia laica è quindi un controsenso, perchè "laico" significa appunto una mentalità capace di inglobare in sè tutte le idee, le prese di posizioni e i punti di vista, compreso naturalmente quello cattolico.
Ma propio quì nasce il problema, perchè, in questo modo, si genera una così grande confusione di idee e di propositi, che la nascita di una nuova ideologia, per quanto non confessionale, si impone come esigenza di unificazione, di ordine e di conformità dei comportamenti, senza la quale si degenera nella più totale anarchia, sia politica che comportamentale.
D'altro canto , un'ideologia laica non può prescindere da una visione ottimistica dell'uomo, in quanto, proprio in questa anarchia si ravvisa la possibilità che le cose si sistemino da sole, seguendo il naturale istinto alla pace e alla corretta convivenza degli esseri umani.
Era un'ideologia laica l'illuminismo, che però, come tutti gli ismi è degenerato in nuove ideologie totalizzanti che prescindono dal presupposto della razionalità umana postulato all'inizio.
Un'ideologia laica è secondo me inconcepibile, proprio perchè, come ho cercato di spiegare, la parola ideologia e la parola laico si escludono a vicenda.
D'altra parte, se l'esigenza di un'ideologia, chiamiamola anticonfessionale, è così sentita, essa non può che basarsi su dei presupposti che stabiliscono cos'è bene e cos'è male, non su quanto indicato dalle varie confessioni religiose, ma su altri principi che si possono ricondurre all'essenza della natura umana; ma siccome gli uomini non sono tutti uguali, ecco che quest'essenza, per quanto i filosofi da secoli ci ragionino su, non è di per sè distinguibile e dev'essere pertanto imposta dall'alto come modo di vedere di poche persone che raggiungono il consenso attraverso varie strategie, il che viene naturalmente in contraddizione con il concetto di libertà tanto conclamato.
Un'ideologia, poi, così come una religione,ha bisogno di "luoghi di culto" che , nelle religioni si possono ravvisare nei templi e nelle chiese e, nelle cosiddette ideologie laiche, nelle sedi di partito.
Oggi si tende a non considerare più luoghi di culto nè le une nè gli altri.
Quali sono allora i luoghi di culto di cui credo che l'umanità abbia assolutamente bisogno, pena la perdita della propria identità?
Temo proprio che oggi essi si possano ravvisare nei centri commerciali
che proliferano incessantemente e sono tutti sempre assiduamente frequentati dalla gente che in essi trova un luogo di identificazione e di conformità con gli altri.
L'ideologia che si sottende a tali "luoghi di culto" è chiara: il consumismo,il denaro, per dirla alla Marx, " il feticismo delle merci".
Per concludere, penso che il termine "ideologia", non sia molto dissimile da quello di "religione": essa consiste in qualcosa in cui credere aprioristicamente. Purnondimeno, penso che di essa ci sia bisogno.
Pubblico senza rileggere.