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martedì 1 settembre 2009

RICOMINCIA LA SCUOLA

(come neve al sole)

Questo è il primo anno in cui per me la fatidica data non ha più senso.
Non so se esserne contenta o triste.

Certo era bello ritrovare i colleghi, il preside, raccontarci le vacanze appena trascorse, fare progetti per il nuovo anno scolastico
Sentirsi tutti più forti e più riposati dopo aver dimenticato come ci si sentiva a Giugno.
I colleghi che facevano complimenti alle colleghe abbronzate. Sembra che di colpo l'estate sia finita!

Il vestito nuovo sfoggiato per l'occasione del collegio dei docenti!
E poi , l'indomani, i gruppi interclasse, le commissioni per la redazione del POF , la programmazione educativa e i vari progetti POR, PON, quelli derivanti dalle ore eccedenti dell'Autonomia scolastica e quelli per arginare la dispersione scolastica.

Tante belle parole che poi, nel corso dell'anno, sfumavano come neve al sole.

Certo la nostalgia c'è, anche se , come nella favola di Esopo della volpe con l'uva, dico che ormai la scuola non serve a niente , che finalmente sono libera, e tutti gli altri vantaggi che un pensionamento in età relativamente giovane può portare.

Ma, vuoi mettere la Scuola?

sabato 22 agosto 2009

CHIUDIAMO LE SCUOLE

Ho preso questo titolo provocatorio dall'omonimo scritto di Giovanni Papini del 1914, che chiunque può consultare semplicemente cliccando sul titolo di questo post.


Oggi il testo di Papini potrebbe divenire attuale, viste le condizioni in cui versa la nostra scuola.
Quello che a me preme sottolineare è che egli non aveva mai conosciuto Don Milani, nella cui scuola gli allievi erano anche maestri e il rapporto insegnamento-apprendimento era costituito da un continuo interscambio culturale e pratico allo stesso tempo, secondo il modello svedese.
Chiudiamo le scuole per gli alunni, quindi, e apriamole agli adulti, in una prospettiva di educazione prmanente, perchè non si finisce mai di imparare , perchè gli adolescenti seguono spesso l'esempio degli adulti e laddove questo esempio risulta scadente è difficile che un giovane possa sfuggire all'alienazione.
Scuole per adulti e scuole per genitori quindi, che dovrebbero secondo me seguire un corso iniziale di almeno due anni obbligatoriamente e poi continuare con l'auto -aggiornamento.
Perchè la vera educazione avviene, e non può essere altrimenti, all'interno dei rapporti familiari.

domenica 7 giugno 2009

A proposito di....velinismo, ecc.

Ricordo che una volta, alcuni anni fa, lasciai un tema ai miei alunni dell' istituto professionale, in cui si chiedeva di parlare sulla televisione.



Ricordo che tutti ne parlarono bene e si impegnarono nelle più varie divagazioni che l'argomento consentiva, convinti di avere a che fare con uno di quei compiti "salva-media".



Uno di questi ragazzi, il più spregiudicato, anticonformista, che si atteggiava a contestatore degli insegnanti, oltretutto più volte ripetente, mi scrisse un tema che voleva essere secondo lui provocatorio nei miei confronti, in cui dileggiava la tv odierna citando programmi tipo Grande Fratello e altre simili oscenità e concludendo alla fine con questa frase che mi è rimasta impressa in modo indelebile: "Se potrei (ndr) brucerei la televisione perchè fa schifo".



Grande fu la sua sorpresa quando si vide recapitare un bel sei, uno dei voti più alti di quel giorno ( più alto addirittura di quello della prima della classe, che meritò cinque).



"Lei non sa valutare, mi disse incredulo, ho fatto un tema da schifo e mi ha dato un voto più alto di colei che abitualmente si attesta sul sette ".

Bene, questo è un esempio di come a volte siamo convinti di essere quello che non siamo solo perchè così ci hanno sempre fatto credere di essere gli altri.

domenica 29 marzo 2009

ORA CAPISCO!

Comincio a capire quali sono le intenzioni del ministro.Clicca sul titolo

CHE FINE HANNO FATTO LE CLASSI APERTE?

Adesso che sono libera dagli impegni scolastici, mi viene da pensare a come sono stati gli inizi della mia carriera.

Ricordo che, per entrare nel ruolo della scuola elementare ho dovuto sostenere ben tre concorsi. In ultimo un corso quadrimestrale di ben centottanta ore!

Mi ero riempita la testa di tante belle idee sulla scuola, sull'educazione e la formazione dei ragazzi che dovevano essere guidati al pieno sviluppo della loro personalità.

Ho studiato le opinioni di insigni pedagogisti e psicologi quali Bruner, Dewey, Piaget,e molti altri ed ho letto anche il bellissimo libro di don Milani " Lettera ad una professoressa". Ho sperimentato lavori di gruppo,ho imparato a verbalizzare sondaggi e tutte le moderne tecniche e metodologie didattiche.

Ho creduto nella bontà del metodo delle cassi aperte.

Ma quando ho messo piede in una scuola vera, ho trovato soltanto porte chiuse.

In seguito ho sostenuto la sperimentazione dei moduli di tre insegnanti su due classi.

Anche se all'inizio è stato duro per alcuni confrontarsi, alla fine credo che questa sia stata l'esperienza più positiva della mia carriera.

Il passaggio alla scuola superiore, poi, è stato un vero trauma: mi son trovata di colpo riportata indietro di non so quanti anni. Ho dovuto abbandonare la filosofia del "promuovere" ; mi son trovata di fronte a tante contraddizioni e all'idea che tutto quello che avevo studiato non servisse a niente.

Adesso mi chiedo: che fine hanno fatto i pedagogisti?

Perchè è così difficile operare a classi aperte e per gruppi di livello? Perchè non esiste la programmazione interdisciplinare?

E i progetti, perchè sono destinati solo a pochi "eletti" e non alla totalità degli alunni?

IL SESSANTOTTO

IL SESSANTOTTO

Li vissi di riflesso
Sulla mia pelle,
gli anni in cui tutto
cambiò
all’improvviso.

La guerra dei figli
Contro i padri
Non mi toccò che di sbieco.

Vivevo allora in una
Campana di vetro,
protetta e prigioniera.
La riforma della scuola
Venne dopo di me.
I fiori nei cannoni
Io non li misi.
Perché non potei vivere quegli anni
Combattendo!

Scrissi questa poesia alcuni anni fa, ma quando la rileggo mi sembra molto attuale.

Oggi le considerazioni su quel determinante periodo storico sono molto controverse, ma comunque è innegabile la ventata di novità e di liberazione che esso portò.
Certo, come tutti gli eventi, fu spesso strumentalizzato e gli hanno nuociuto gli estremismi, il terrorismo.

Ma , ripensando a quegli anni, non posso fare a meno di sentirmi riempire di nostalgia.

mercoledì 25 marzo 2009

DAL SEI POLITICO AL DIECI IPOCRITA

Da quando mio figlio ha ottenuto quest'anno il primo incarico come docente di un corso di formazione in una scuola secondaria, non si fa altro che parlare dello stato di degrado in cui è piombata quest'ultima, di come è potuto accadere tutto ciò e delle remote possibilità che si possa in breve tempo uscire da questa demotivante situazione.

A mio parere,una delle più importanti concause di questo degrado ha origine in una errata interpretazione di alcune innovazioni introdotte dal sessantotto in poi:
il rivendicato diritto all'istruzione per tutti, insieme al beneficio della consistente diminuzione dell'analfabetismo, ha portato in realtà ad un abbassamento generale del livello qualitativo della scuola,cosiddetta di massa, in cui alla meritocrazia si è sostituito il concetto di " successo formativo" da raggiungere in ogni caso da parte di tutti gli " utenti" o , per meglio dire, i "clienti".

Si perchè il concetto di scuola è stato nel frattempo contaminato da quello di "Azienda", dal pregiudizio che fosse inutile tutto ciò che non è " produttivo".

Ma gli alunni, gli esseri umani, non possono essere considerati alla stregua di barattoli di pelati; il concetto di produttività è estraneo ad un'istituzione che ha delle caratteristiche peculiari quale è la scuola, luogo essenziade della formazione, della educazione e palestra di cultura.

Ed infatti adesso di " scuola azienda" mi pare non si parli più perchè la moda del momento è il concetto che bisogna offrire non più "prodotti", ma " servizi".

Ed ecco che con questo nuovo concetto di scuola, i discenti non sono più soggetti da educare ed istruire, ma "clienti", da accontentare, da accattivare, da accalappiare al fine di garantire ad ogni scuola il numero adeguato di presenze per evitare che questa venga " accorpata" o " soppressa":

E' la logica del mercato che ancora una volta si è inserita a contaminare un campo che dovrebbe restare avulso da ogni tipo di logica che non sia quella dell'apprendimento e dell'acquisizione del piacere della conoscenza.

Non vorrei dilungarmi ,ma adesso mi torna in mente il caso di un preside di Perugia, mi pare , che, di fronte al dilagare delle insufficienze, temendo che fossero una strategia messa in atto dai docenti per assicurarsi il remunerativo accesso ai corsi di recupero, introdusse nella sua scuola il sei politico, costringendo i docenti ad elevare tutti i voti fino al famoso dieci, che ai miei tempi era proprio un miraggio assolutamente irraggiungibile.