venerdì 6 gennaio 2023

GIÙ PER IL SENTIERO DELLE VIOLETTE

Era alto e magro, quasi ossuto, ma con il viso sempre sorridente, quando veniva a trovarmi il pomeriggio alle 5 per portarmi la brioscina e farmi così fare una piacevole pausa dai compiti. 

A volte mi raccontava, a mo' di favola, qualche sua esperienza di guerra nelle retrovie del fronte orientale ai confini con l'Austria Ungheria. 

Faceva il messaggero portando missive con la bicicletta da un punto all'altro delle retrovie. 

Finita la guerra, superò poco dopo un concorso per le ferrovie dello stato e fu assunto come macchinista nella tratta Dittaino Piazza Armerina. 

Aveva frequentato la scuola fino alla sesta elementare ed era quindi in grado di scrivere e parlare correttamente. Memorabili i suoi racconti di storia vissuta ma che non collimavano molto con quello che io leggevo nei libri, per cui gli dicevo : " Ma nonno, non è così la storia, la maestra me l'ha detta in un altro modo". Comunque questi discorsi servivano da stimolo affinché io studiassi con sempre più passione. 

Bisogna dire che era stato proprio lui ad avviarmi ai primi rudimenti della scrittura quando, sopra il bancone del tabacchino, che aveva acquistato dopo che aveva anticipato il pensionamento dalla ferrovia, mi insegnava le parole crociate di cui era appassionato esecutore o quando mi sfogliava le pagine della Domenica del Corriere insegnandomi a leggere prima che io frequentassi la scuola. 

Certe mattine di aprile, nelle belle giornate di primavera, mi portava per mano a scoprire le violette. 

Ci incamminavamo, sempre chiacchierando, giù per la strada che conduceva a Piazza Armerina finché, oltrepassate le cosiddette "grotte di Baldassarre", che in realtà sono delle tombe preistoriche (ma lui non lo sapeva), giungevamo al ponticello e da lì imboccavamo il sentiero delle violette che in realtà era una stradina sterrata che costeggiava la Sciumaredda, un ruscello limpido che con la sua umidità consentiva una lussureggiante vegetazione tutt'intorno, e lì ci fermavano a cercare, fra le foglie che ricoprivano la scarpata sulla destra, le violette selvatiche che solo in quel punto pare sbocciassero. Non era facile farne un mazzolino da portare alla mamma o alla nonna, ma intanto eravamo felici di averle trovate. 

Nei pomeriggi d'estate mi accompagnava lungo la via Sant'Elena e poi più in là verso il Buglio. 

Quasi di fronte a dove ora sorge la villa nuova, una piccola grotta, scavata nella scarpata e sormontata da un frondoso ulivo, costituiva il sedile ideale per un po' di relax e qualche chiacchierata all'ombra. Quel luogo era ormai diventato la meta per le nostre passeggiate pomeridiane e il riparo ideale dalla calura estiva. 

Mio nonno era un salutista : la mattina girava per la spesa, con la classica borsa di pelle a scacchi marrone e nera, alla ricerca della frutta migliore e della consueta fettina di filetto da cucinare rigorosamente ai ferri. 

Quando io andavo a casa dei miei nonni, restavo colpita da quelle mele o pesche grosse e colorite, sempre mature al punto giusto, poche però, perché bastavano solo per la giornata, infatti la spesa veniva fatta ogni mattina per avere la merce sempre fresca. 

Memorabile la salsa di pomodoro di mia nonna, semplicissima e gustosa, con l'olio aggiunto solo alla fine, per evitare di danneggiare il fegato. 

E che dire dell'enciclopedia medica sempre a portata di mano o delle 7 sigarette al giorno, fumate a orari fissi e all'insaputa del medico di famiglia? 

Pensavo che la sua ambizione fosse stata quella di fare il medico, tanto sapeva sempre qual era il rimedio ad ogni malessere.

Una volta l'anno pretendeva che tutta la famiglia si sottoponesse alle analisi del sangue per controllare che non ci fosse alcuna anomalia da curare prima che il problema diventasse troppo grave. 

E quando cominciai a frequentare l'università mi convinse ad assumere delle pilloline di fosforo perché mi aiutassero a studiare meglio, abitudine che però persi in breve tempo.


Esemplare anche il rapporto che aveva con mia nonna. La loro storia d'amore, raccontata come un romanzo, suscitava non poche fantasie in noi ragazzi adolescenti. Diceva che si era invaghito della sua bellezza e delle sue lunghe trecce, quando lei aveva 15 anni e lui 21, vedendola passare per recarsi dalla sarta, e il padre gliela aveva concessa senza difficoltà rassicurato dalla precoce condizione di impiegato statale, cosa non facile a quei tempi. 

Naturalmente lei lo seguì ovunque, anche quando, in periodo fascista, a causa della sua malcelata insofferenza al regime , fu trasferito per punizione a Voghera, nella fredda Lombardia,a 1500 kilometri di distanza dalla mitezza del clima siciliano. 

Lì ,di notte,l'acqua gelava sul comodino e il caminetto non bastava a riscaldare le toste giornate invernali. 

Sul treno, col finestrino aperto per tenere d'occhio i segnali, la lacrima gelava sull'occhio e le gocce di muco sotto il naso a mo' di piccole salattiti. 

Dopo varie richieste e insistenze, gli fu concesso il trasferimento a Paola, in Calabria,la città di San Francesco, e solo dopo aver accusato notevoli danni alla schiena, a causa della posizione eretta che doveva assumere per guidare il macchinario e dei continui sobbalzi del treno, gli fu concesso il pensionamento anticipato per malattia. 

E fu così che tornò a Valguarnera, dove ebbe la possibilità di gestire un tabacchino in via Garibaldi. E fu così che dopo potei nascere io o forse, chissà, potrei essere nata nel freddo e prolifico Nord. 

Ma io son contenta di vivere qui, fra le tiepide e verdeggianti colline che circondano il mio paese. 

sabato 3 dicembre 2022

IL GIOCO

 Il nuovo romanzo di Giovanni Floris mette al primo posto la scuola come luogo di formazione e approfondimento critico e culturale. Cosa necessaria per acquisire una visione di lungo raggio anche nelle cose politiche oltre che nella vita. Infatti una rivalutazione della scuola darebbe un maggiore impulso all'evoluzione della società e una maggiore consapevolezza nella gestione delle scelte politiche togliendo la superficialità da cui queste sono connotate nella maggior parte delle persone, cosa che avrebbe una ricaduta nel comportamento dei nostri politici attualmente concentrati per lo più all'acquisizione di un facile e immediato consenso anziché porsi in ottica prospettica nei confronti del futuro.

Questo è il link:

https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://www.ibs.it/gioco-libro-giovanni-floris/e/9788828210214&ved=2ahUKEwjiicnezN37AhV2g_0HHVr1CV0QFnoECBkQAQ&usg=AOvVaw0NeWZqldVCNVzbgBamQ_6z

mercoledì 2 novembre 2022

Novembre

 November è sempre stato per me un mese dal suono sinistro forse per il fatto che è caratterizzato come il mese dei morti e io alla morte non avrei voluto mai pensarci.

Però più in là c'era l'estate di San Martino e già questo me lo faceva accettare meglio.

Ma ora dicono che ci sarà una "novembrata" però un po' fresca. Questo mi sta bene. Quello che mi preoccupa sono i violenti acquazzoni che si prevedono. Ma spero che durino poco e poi spero che intervenga la calma di dicembre che è il mese del solstizio ma anche della 'rinascita del Sole, come lo definivano i Romani che facevano grandi feste per questo, poi soppiantate da un' altra nascita :il Natale secondo la nostra tradizione cristiana.

Ma io continuo a festeggiare la nascita del Sole che è un risveglio vitale per tutti noi.

Il Sole ci salva ed è quello che consente la vita del Pianeta e di tutti noi.

Aspetterò la nascita del Sole con trepidazione e con l'orologio in mano per vedere di giorno in giorno come si allungano le giornate e di quanto.

Tutto questo preluderà all"avvicinarsi della vera rinascita :

La primavera, che è la mia stagione preferita, ricca di colori e di novità.

E li vorrei fermarmi perché ultimamente non amo molto l"estate, queste estati torride a cui purtroppo dobbiamo abituarci perché i cambiamenti climatici non si fermeranno.

Vi auguro ancora tante buone cose, amici. 

domenica 16 ottobre 2022

RAGGIUNGERE IL CIELO

 Svegliare ad una ad una tutte le stelle

E trovarvi le anime di coloro

Che son volati via

E riportarli qui

O stare con loro per dire

Le cose che non ci siamo detti mai. 

Tenerci per le mani 

Guardandoci negli occhi 

E dire tutto tacitamente. 

Tornare quaggiù 

Dopo aver ricevuto 

La promessa 

Che ci guarderanno da lassù 

Dandoci un segno per riconoscerli 

In un alito di vento, 

In una nuvola speciale 

Che passa a salutarci 

In un mattino d'estate. 

sabato 1 ottobre 2022

Come mi ha cambiato la pandemia

 Prima frequentavo la palestra e un corso di pittura. Poi l'accesso venne negato. Dopo due anni ho scoperto che non mi va più di andare in palestra né di dipingere.

Prima andavamo spesso a pranzare al ristorante. Ora ho scoperto che non mi va più di andare fuori a cena né di uscire da casa.

Prima mi truccavo per uscire e mi vestivo meglio, ora esco solo per fare la spesa e non mi va più di cambiare vestito. 

Non vado nemmeno in negozio a comprare qualcosa di nuovo perché tanto esco solo in macchina vestita da casa. 

Le mie paure sono aumentate e cerco ogni scusa per non uscire. 

Non faccio più visite né ne ricevo. 

Non vado più dal medico per i controlli di routine. 

Non vado più al cinema né a teatro 

La mia mente si è impigrita e sono diventata sempre più solitaria. 


venerdì 9 settembre 2022

NOTTE DI SETTEMBRE

 Alla fine del giorno

La luna svela

Sagome nere di monti

E chiome opalescenti.

Salgono dalla terra bagnata

Effluvi di resine e muschi

E inebriano i sensi.

Ed io respiro a fondo

Quest'aria densa di quiete

E di sogni annunciati. 

domenica 4 settembre 2022

Per favore, una parola di speranza.

 Amici per favore, le notizie che circolano in tv ci fanno preoccupare.

C'è qualcuno tra voi che riesce a dirmi qualcosa che mi dia speranza, perché nel mondo sembra che tutto vada male.

Come faremo a salvarci?