D’antica ginestra il vento odora
e arranca il treno sui nostri colli,
verdi le spighe e di fuoco i papaveri.
Non c’è fretta alcuna d’arrivare,
non c’è meta che meriti l’orizzonte.
Una stazione sonnolenta ogni tanto
fornisce breve tregua al mio torpore.
Talvolta parto senza un perché,
fingo forse di rinnovar la vita,
senza riuscirci mai.
Soltanto il cuore ogni giorno muta.
E perde.
2 commenti:
E' una poesia molto bella.
mi stupisco di essere il solo a commentarla, ma, si sa, il web è un mare magnum, troppo pieno di cose inutili che coprono i pregi, come questo tuo.
Ti faccio i miei complimenti...
Tony
http://ioviraconto.wordpress.com
Grazie di cuore Tony
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